Lo Stagi e il sonno della ragione

La mostra degli studenti a S.Anna colpisce dritto al cuore

S.ANNA. Invitare la gente, ma soprattutto i giovani, a non dimenticare le orrende stragi del nostro secolo: questo l'intento della mostra dall'emblematico titolo «Il sonno della ragione - La memoria degli eccidi nel linguaggio dell'arte», allestita dal Comitato per le onoranze dei Martiri di S. Anna, il Coordinamento della solidarietà della Versilia verso la Bosnia e Erzegovina e l'Istituto d'Arte «S. Stagi», a S. Anna di Stazzema.
Gli organizzatori hanno voluto mutare le celebri parole del pittore spagnolo Francisco Goya («Il sonno della ragione genera mostri»), per sottolineare come si tratti di un rifiuto totale e onnicomprensivo di tutti i fenomeni di totalitarismo e razzismo, di cui, purtroppo, la fine del Millennio appena concluso ci ha fatto testimoni.
L'idea della mostra nasce in seguito a lodevoli azioni di solidarietà a favore della Bosnia, portate a termine da gruppi di volontariato, singoli cittadini, parrocchie che hanno raccolto fondi e generi di prima necessità durante i momenti più duri degli scontri nella ex Jugoslavia per poi portarli sotto il loro stretto controllo, direttamente sui luoghi di guerra.
Grazie al denaro messo insieme, la Versilia ha contribuito ad aprire e mantenere per un anno una scuola-mensa materna a Mostar e, ancora, al restauro, a Brezovice, di una scuola elementare per bambini di famiglie rifugiate.
I protagonisti di questa vicenda hanno maturato il desiderio di comunicare al maggior numero di persone la devastazione folle incontrata sulle strade della Bosnia.
Un filo, quello della follia, che lega tutte le guerre, nessuna esclusa: ecco perché la mostra si ambienta a S. Anna, luogo di tragici ricordi, che nella memoria si confondono e sovrappongono a quelli di ogni altro massacro.
Il loro invito è stato raccolto dagli studenti della sezione Decorazione plastica dell'Istituto d'Arte «S. Stagi», che hanno impiegato un anno scolastico per realizzare le opere che ora compongono la mostra, dopo aver seguito conferenze e raccolto testimonianze da chi la guerra l'ha vissuta.
Ne è venuta fuori un'esposizione di 5 opere, collocate sulla piazzetta antistante la chiesa, mentre altri documenti sono presso il Museo storico della Resistenza: con «Il girotondo dei sogni spezzati», girotondo di bimbi dall'orribile destino, «Fucilazione (un altro muro)», un plotone d'esecuzione composto da neri uomini-macchina collocato ove avvennero le barbarie più cruente, o «Il tempo si è fermato», orologio fermo all'ora della strage, si è cercato di ricostruire un viaggio emozionale all'interno della coscienza e della memoria di ogni spettatore.
Introduce questo toccante percorso all'inizio della piazza, annunciandone i contenuti, una scultura permanente dell'artista senese Massimo Lippi, dalla significativa iscrizione: «La futura gente sappia di quale ferocia l'uomo si governi».
La mostra, a carattere itinerante, rimarrà a S. Anna fino al 2 novembre, per poi migrare probabilmente a Pietrasanta, in spazi ancora da definire.

susanna bigi

indietro