dal giornale "il Tirreno" del 14 agosto 2001

«Adesso la verità sulla strage»

Negli archivi tedeschi notizie sull'eccidio di Sant'Anna

di Elisabetta Lo Iacono

STAZZEMA. «Ho molto apprezzato l'intervento del diplomatico tedesco, devo dire che ci speravo, e credo anche che quella legittima avversione verso i tedeschi sia finalmente superata grazie alla forza del tempo e della razionalità».
Enio Mancini, superstite dell'eccidio di Sant'Anna e responsabile del Museo storico della resistenza, è soddisfatto delle parole del diplomatico dell'ambasciata della Repubblica federale tedesca Gerd Pluckebaum, per quella richiesta di scuse per l'eccidio di 57 anni fa.
Una frase che ha pizzicato le corde dell'emozione dei presenti, tra cui molti superstiti e familiari delle vittime, come Enrico Pieri che vide cadere sotto la ferocia nazifascista tutta la sua famiglia.
Ma i nuovi rapporti con la Germania non finiscono qui, Sant'Anna attende un contributo concreto che faccia luce su quella strage.
«Una frase apprezzabile - commenta il sindaco Gian Piero Lorenzoni - ma deve essere compiuto ancora un altro passo, più grande di questo, che era comunque necessario: le autorità tedesche devono aprire i loro armadi per scoprire la verità, per sapere chi e perché provocò la strage, altrimenti quel gesto in sé rischia di essere sterile».
Con la necessità di fare presto perché, come racconta la giornalista tedesca Christiane Kohl, da tempo impegnata a seguire la vicenda, la ricerca diventa sempre più difficile per la morte di molti di quei soldati che potevano fornire utili notizie.
Un segnale comunque importante, a battesimo dell'istituzione del Parco nazionale della Pace come spazio di confronto che a fine mese ospiterà anche un incontro trilaterale tra giovani italiani, israeliani e palestinesi.
«Sant'Anna - commenta il vice presidente della Provincia Antonio Torre - sta diventando quello che realmente deve essere: un centro di riflessione e dibattito sui temi della pace, della solidarietà, del rispetto tra i popoli.
Comune, enti locali tra cui la Provincia, parlamentari e associazioni hanno avviato un lavoro che sta dando buoni frutti, anche se non posso nascondere un certo dispiacere per l'assenza, a fronte delle numerosissime presenze delle istituzioni, di rappresentanti del governo cui sono state peraltro avanzate precise richieste».
Piano sul quale si muoverà l'onorevole Carlo Carli che sottolinea con soddisfazione «La storica presenza di un rappresentante della Germania federale e soprattutto l'alto significato morale e politico per la richiesta di perdono».
Un atteggiamento che, così come richiesto dalla senatrice a vita Rita Levi Montalcini, anche Carli chiede all'Italia per i crimini commessi in Africa.
«D'altra parte - commenta il vicario foraneo monsignor Danilo D'Angiolo - la storia non si costruisce senza riconciliazione tra i popoli, per questo mi compiaccio per il coraggio dimostrato dal diplomatico tedesco e mi congratulo con i presenti per quell'applauso sicuramente sofferto e denso di significati, di un'accettazione che ha fatto di questo anniversario dell'eccidio una giornata storica».

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