dal giornale "il Tirreno" del 13 agosto 2001

«Perdono per l'eccidio di S.Anna»

Discorso storico dell'ambasciatore di Germania all'Ossario
Ha chiesto alle generazioni del dopoguerra «di accettare le scuse per i crimini commessi in nome dello Stato dal popolo tedesco», parlando in un italiano commosso, Gerdt Bluckenbaum, incaricato dell' ambasciata tedesca che ieri ha preso parte alla commemorazione della strage nazifascista a Sant' Anna di Stazzema.
Il 12 agosto di 57 anni fa, i tedeschi in ritirata massacrarono 560 persone, soprattutto vecchi, donne e bambini.
Quest' anno (nel 2000 la ricorrenza aveva visto la presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi) alla cerimonia ha preso parte anche la neo senatrice Rita Levi Montalcini, oltre alle autorità civili e militari toscane.
Il premio Nobel ha rilevato che «quanto successe allora non dipende dal patrimonio genetico degli uomini, ma dalla loro incapacità di ribellarsi all' odio: per questo dobbiamo educare i nostri bambini nella pace e nella tolleranza».
Il Premio Nobel incalza e rilancia: «L'Europa è responsabile di crimini orrendi compiuti nel continente africano, come oggi qui ha fatto la Germania così l'Italia, che non ha ancora riconosciuto le sue colpe e le tragiche conseguenze degli eccidi, chieda scusa per quello che è avvenuto in Abissinia e ovunque sia stata compiuta violenza».
La neo senatrice a vita è giunta sino a Col di Cava per partecipare alla commemorazione, con quella risolutezza che quasi contrasta con il fisico molto gracile dei suoi 92 anni.
«Da quell'armadio della vergogna escano i nomi dei colpevoli - ha aggiunto il premio Nobel - non per punirli ma per renderli consapevoli delle atrocità compiute, anche a distanza di tanti anni, perché la memoria deve rimanere, l'odio mai».
Un intervento a braccio che tocca i punti cardine per la costruzione di un mondo sui valori della solidarietà e che parte dall'educazione dei bambini, insegnando innanzitutto a non odiare e a convivere con tutti gli uomini, indifferentemente dal colore della pelle e dalle diversità.
Una sfida su cui la senatrice è pronta ad impegnarsi, tanto da voler "concludere questo lungo e buon percorso di vita, dedicandomi a chi soffre nel continente africano" e richiamando ad un impegno concreto verso le popolazioni vittime, non meno di Sant'Anna, di una inumana ferocia.
Il sindaco Gianpiero Lorenzoni ha chiesto che «venga colmato il vuoto di responsabilità su questa strage».
Lorenzoni chiede una verità storica che ancora non è nota per quello che è stato uno dei più alti tributi in termini di vite umane alla violenza nazifascista.
Oggi è nato il «Parco della pace» che ruota accanto al piccolo museo della Resistenza e ad una lapide voluta dall' amministrazione comunale con, incisi, i versi di Piero Calamandrei: «Avrai anche tu il tuo monumento, camerata Kesserling...».
Ma il Parco deve ancora decollare.
«Tocca a noi tutti valorizzare al massimo questa nuova istituzione - ha detto l'assessore regionale Marco Montemagni - e far diventare il Parco della Pace un luogo di riferimento, di incontro e di riflessione, innanzi tutto per i giovani di tutto il mondo».

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